Vite italiane

Vite italiane: Dodici conversazioni con italiani

Ugo Skubikowski
Copyright Date: 2005
Pages: 200
https://www.jstor.org/stable/10.3138/9781442683129
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    Vite italiane
    Book Description:

    In this companion volume toL'Italia verso il Duemila, Ugo Skubikowski provides a glimpse into authentic Italian life through the presentation of twelve interviews with Italians.

    Intended as a text for students in second-year university and beyond,Vite italianebrings together discussions with Italians from different regions and backgrounds, who speak candidly about a wide range of experiences. Among those we encounter are a recent university graduate, a widow raising a young daughter as a single mother, a high school teacher who has traded her leftist political activism for a new, more moderate approach, and a successful, ambitious restauranteur. These and other interviews provide a fascinating and varied picture of life in Italy as experienced and described by Italians themselves.

    eISBN: 978-1-4426-8312-9
    Subjects: Language & Literature

Table of Contents

  1. Front Matter
    (pp. i-iv)
  2. Table of Contents
    (pp. v-viii)
  3. Prefazione
    (pp. ix-1)
  4. Prima conversazione
    (pp. 3-12)

    GIULIA ha da poco finito il primo anno del liceo classico. Ecco le sue esperienze nella scuola italiana e qualche suo giudizio.

    Alla fine delle scuole medie c’è un esame statale per accedere alle medie superiori² che dura diversi giorni. Pensi sia utile questo esame?

    No, secondo me non serve per niente, non c’è motivo perché il rendimento³ degli alunni già si è visto durante l’anno. È come la maturità⁴ alla fine del liceo: è solo una sofferenza per la tensione.

    Pensi che sia un modo per selezionare meglio gli studenti che hanno veramente intenzione di studiare? Cioè, se lo...

  5. Seconda conversazione: Bianca
    (pp. 13-26)

    BIANCA ha allevato1 da sola l’unica figlia nata poco prima della morte del marito. Insegnante d’inglese nelle scuole elementari, ha perso il lavoro in età troppo matura per poter riqualificarsi.

    Lei è rimasta vedova poco dopo la nascita di Sua figlia ...

    Sì, Giulia aveva nove mesi quando mio marito è morto.

    Come ha fatto ad allevare Giulia da sola?

    È stata una cosa abbastanza difficile. All’inizio mi sembrava che tutto il mondo mi fosse crollato¹³ addosso perché avevo fatto tanti progetti con mio marito. Avevamo comprato una casa con l’intenzione, dopo tre anni che era nata la bambina,...

  6. Terza conversazione: Lelio
    (pp. 27-38)

    LELIO, settantaquattro anni, è un regista della RAI in pensione. È stato tra i primi in Italia a studiare negli Stati Uniti con una borsa di studio Fulbright nel dopoguerra. Ci parla delle sue esperienze con la televisione, del suo periodo di studio in america ed esprime il suo giudizio sulla situazione politica italiana.

    Lei è andato a studiare nel dopoguerra in America: come ha trovato questa possibilità?

    Tramite un mio amico: ricordiamoci che andare in America per la mia generazione a quell’epoca era un sogno, ne avevamo un’idea piuttosto vaga da quei pochi film americani che ci arrivavano. Il fascismo...

  7. Quarta conversazione: Carla
    (pp. 39-50)

    CARLA, sposata e con tre figli, insegna nelle scuole elementari e allo stesso tempo adempie1 alle sue responsabilità di madre e di moglie.

    Lei è sposata, con tre figli, Suo marito ha un’attività commerciale molto avviata⁷ e Lei insegna nelle scuole elementari. Cosa significa lavorare per una donna italiana con una famiglia?

    Un gran sacrificio e un’elevata capacità di organizzazione. Anche fare forza sulle proprie energie perché, nonostante l’idea storica dell’Italia dove ci sono i nonni, le mamme, la famiglia ancora unita, si è trasformato questo concetto. Spesso la donna che lavora deve organizzarsi individualmente come sostegno⁸ ai figli, anche perché mi sembra che le famiglie si formino...

  8. Quinta conversazione: Gennaro
    (pp. 51-66)

    GENNARO, napoletano, da molti anni svolge due lavori. La mattina fino al primo pomeriggio è infermiere presso uno dei grandi ospedali di Napoli; la sera gestisce un ristorante.

    Com’è entrato nella ristorazione?

    Parliamo in prima persona di come sono entrato nel settore. Per potere entrare in quest’attività innanzitutto bisogna essere dotati di una fantasia enorme e di volontà di sacrificio per il tempo che richiede. Faccio un esempio: io stamattina sono stato al mercato del pesce alle cinque della mattina dopo che ho fatto le due di notte la sera prima; quindi tre ore di sonno; poi spostarmi,¹⁵ andare al mercato di zona per...

  9. Sesta conversazione: Dania
    (pp. 67-80)

    Il sistema universitario italiano è molto diverso da quello nordamericano. DANIA, dopo aver interrotto gli studi universitari per diversi anni, ha da poco finito l’ultimo esame per la laurea in architettura. Ecco, secondo lei, i disagi1 e gli aspetti positivi delle università italiane.

    Ha appena finito l’ultimo esame per la laurea in architettura. Come giudicherebbe la Sua esperienza universitaria?

    Per me la permanenza all’università è stata un po’ lunga, in quanto ho interrotto, poi ho ricominciato. I periodi in cui ho studiato erano diversi; all’inizio c’era molta confusione a causa dei vari movimenti politici all’interno dell’università.⁵ Per ragioni mie ho abbandonato...

  10. Settima conversazione: Giancarlo
    (pp. 81-94)

    GIANCARLO,di madre americana e padre svizzero, ha sempre abitato a Firenze tranne che durante un periodo di studi in Inghilterra e una breve parentesi in Svizzera durante la guerra. Per molti anni ha svolto1 molteplici attività legate all’arte e all’artigianato. In quest’intervista ci parla della sua carriera e della sua vita a Firenze prima e subito dopo la Seconda guerra mondiale.

    Per molti anni è stato attivo come ceramista e pittore e ha svolto altre attività sempre legate all’artigianato. Come ha cominciato?

    C’è sempre stata la necessità di fare qualcosa che portasse un po’ di soldi, dove c’era la...

  11. Ottava conversazione: Adriana
    (pp. 95-106)

    ADRIANA ha quasi quarant’anni e non si è mai sposata. Ecco i suoi pensieri sul maschio italiano e sui rapporti tra uomini e donne in Italia.

    Parliamo un po’ del maschio italiano. Pensa che ci sia qualche caratteristica che lo distingua?

    Mi posso anche sbagliare, ma le caratteristiche di base maschili forse sono uguali dappertutto! Ad esempio, il maschilismo più o meno è sempre presente, anche se sarà meno sentito in alcune parti. Dunque, parlando dell’uomo italiano ... bisogna che io conoscessi anche la casistica⁴ degli altri! E le mie esperienze sono forse piuttosto limitate, quindi parlo anche di...

  12. Nona conversazione: Renzo
    (pp. 107-122)

    RENZOfu prigioniero di guerra durante l’ultimo conflitto mondiale. Ecco come fu catturato e i suoi ricordi del campo di concentramento nazista.

    Allo scoppio della Seconda guerra mondiale Lei era di servizio presso l’ambasciata d’Italia a Berlino...

    Sì, ero sergente di cavalleria, richiamato nel ‘40. Prima lavoravo in un’attività commerciale con mio padre.

    Sembra strano parlare di cavalleria all’inizio della seconda guerra mondiale ...

    Oggi sì, davvero. All’epoca la cavalleria veniva usata in sostegno⁹ della fanteria;¹⁰ c’era la famosa e tragica carica della cavalleria italiana sul fronte del Don¹¹ durante la campagna russa nel 1941– 2.

    Quindi come è...

  13. Decima conversazione: Rita
    (pp. 123-138)

    RITA, professoressa di liceo napoletana, racconta la sua vita a contatto con la politica del Partito comunista italiano e di un’evoluzione reciproca maturata sia con il passare degli anni che con i cambiamenti nel mondo e in Italia.

    Da quando ti conosco sei sempre stata partecipe nella politica e la segui con impegno.⁸ Come hai cominciato ad appassionarti?

    Quando ero molto giovane e studiavo filosofia a scuola, mio fratello era iscritto al Partito comunista. Poi lui ha cominciato a darmi libri che mi interessavano e li leggevo, sia pure in maniera infantile.

    C’è un passato di attivismo politico nella tua...

  14. Undicesima conversazione: Piero
    (pp. 139-151)

    PIERO, antiquario fiorentino, ci rivela le soddisfazioni della sua attività nonché le difficoltà del settore.

    Cosa significa essere antiquari in Italia?

    Dev’essere una passione, un amore, qualcosa che c’è dentro di te. Non è una professione che uno può fare senza avere amore e passione, come si possono fare altri mestieri,¹⁴ altre attività, per farlo bene, in special modo. È anche la passione per il commercio, ma la passione dell’antiquario è soprattutto scoprire delle cose, non il vendere; il vendere poi è un risultato dell’attività.

    Sente di avere una qualche responsabilità per i pezzi che acquista?

    Certamente, per tutte le...

  15. Dodicesima conversazione: Stefano
    (pp. 152-167)

    STEFANO,rappresentante,¹ è scoraggiato per la situazione economico-politica in Italia.

    Come è entrato nelle vendite di macchine per l’imballaggio?

    Ci sono entrato perché alla fine del servizio militare mio padre mi propose di aprire una piccola ditta per fare le etichette,⁷ qualcosa di ine-

    rente all’imballaggio. Era un lavoro impegnativo⁸ anche perché non avevamo molta esperienza. Dalle etichette sono passato alle attrezzature, e sto continuando a farlo.

    Com’è venuta quest’idea?

    In verità è venuta da mio zio che faceva il rappresentante, e quindi io ho una tradizione di rappresentanti perché mio nonno era un rappresentante di una banca. Mio zio era...